Vagarte's Blog

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SetUp 2017 a Bologna. Viaggio nel Paese delle Meraviglie alla scoperta dell’ arte contemporanea

di Kengarags

setup 2017 bolognaSetUp ci accoglie con l’odore pungente di birra e di porchetta. Sono queste le prelibatezze proposte all’ingresso della stazione dove si svolge la manifestazione artistica.

Per chi non lo sapesse: SetUp Artfair Contemporary è allestita al primo piano dell’Autostazione di Bologna, nel labirinto degli ex uffici. L’edificio è stato costruito negli anni sessanta e porta tanti segni del “fascino del tempo”.

Scherzando con gli espositori abbiamo individuato diversi particolari di degrado, degni di essere esposti come vere e proprie opere d’arte: dalle infiltrazioni pittoriche sul soffitto alle grosse corde che sostengono un muro verde in compensato.

Ma lasciamo stare l’inospitalità del contenitore e passiamo al contenuto – fresco, vivace e gioviale.

La crescita di questa manifestazione, nata cinque anni fa, è evidente: i prezzi contenuti rispetto ad Arte Fiera incoraggiano sia la partecipazione delle gallerie, sia il collezionismo. In questa edizione SetUp può vantare un notevole salto di qualità e anche l’incremento delle presenze straniere – sono raddoppiate rispetto all’anno scorso. L’attenzione particolare per l’arte giovane è il segno di lungimiranza degli organizzatori che hanno scelto di investire nel futuro e contemporaneamente caratterizzarsi con un format speciale.

Appena entrati ci imbattiamo in un gigantesco Kalashnikov rivestito con innocenti sorpresine colorate in plastica (opera di Fabrizio Fontana). L’atmosfera è rallegrata dalle voci dei bambini. Per i piccoli visitatori è stato creato uno spazio speciale, dove si svolgono divertenti laboratori dedicati all’equilibrio, il tema guida di quest’anno di SetUp.

setup 2017 bologna

Ci muoviamo con cautela  tra gli stand striminziti cercando di non  urtare le opere esposte. L’equilibrio è importante. Proseguiamo come nel Paese delle Meraviglie. L’installazione di Hannes Egger ci trascina in una visita immaginaria all’ Ermitage di San Pietroburgo. La voce recitante attraverso gli auricolari coinvolge la nostra fantasia e ci costringe ad immaginare anche le opere che non conosciamo o non ricordiamo.

setup 2017 bologna

I galleristi e gli artisti sono molto friendly e ci accompagnano con spontaneità nel nostro percorso. Impalpabili composizioni di carta ritagliata, opere di Elisa Mearelli, ci fanno fluttuare nel mondo della leggerezza.

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Vincenzo Paonessa risveglia il nostro inquietante legame con la natura primordiale

setup 2017 bologna

Flavia Bucci trasforma la quotidianità in un rituale. Ci tratteniamo a curiosare tra le immagini, a prima vista insignificanti, ordinate in una composizione che svela i segreti inconfessati di una persona.

Un effetto simile provoca anche l’opera di Mohamed Larbi Rahali. L’artista presenta il suo racconto personale disegnando all’interno delle scatole vuote dei fiammiferi.

setup2017 bologna

Fuliggine, carta, plastica, ceramica, corda – sono alcuni dei mezzi usati dagli artisti per esprimersi. La sperimentazione qui è di casa. Nuno Gil eleva il ruolo della semplice graffetta: la fa diventare un elemento che crea il ritmo nelle sue opere.

 

manfredi giulia

Giulia Manfredi conduce la sua ricerca intrappolando nella resina i frammenti della natura, aprendosi alla riflessione sulla vita e la morte.

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Nello stand della ART and ARS gallery troviamo l’essenza dell’ equilibrio: sia nell’ allestimento, sia nelle opere.

gioda

Arte di Stefano Gioda fa godere la vista e stimola la mente: unisce l’eccellente tecnica all’invenzione. Delle sue creature fantastiche si potrebbe dire che sono mostruosamente raffinate.

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Il teatrino di José Luis Serzo presenta uno spettacolo onirico che vogliamo approfondire. Sono tanti gli artisti che suscitano la nostra curiosità. Alcuni li abbiamo visti già nelle edizioni precedenti, altri li abbiamo conosciuti ora.

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Ci avviamo verso l’uscita, ma ecco che una fotografia di Jorge Fuemuena cattura la nostra attenzione: raffigura una casa-groviglio.  Riflettiamo sul parallelo con le atmosfere di desolazione e degrado nei dipinti di Jonas Burgert (attualmente esposti al MAMBO) e con le installazioni di Peter Buggenhout che comunicano la distruzione (al Palazzo de’ Toschi).  Sono le opere che rispecchiano il mondo in cui viviamo, la confusione che ci minaccia. Ma siamo fiduciosi e ci diciamo: “La bellezza salverà il mondo”, citando Dostoevskij.

E’ finita la nostra visita nel Paese delle Meraviglie, siamo stati dentro tre ore circa. Il venditore di porchetta nell’atrio si mette in posa per una foto. “Sono vegetariano” ci confessa.

setup 2017 bologna

 

 

 

 

 

 

 

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febbraio 3, 2017 Posted by | arte, Bologna, cultura | , , , , | Lascia un commento

Lolita Timofeeva per l’undicesima GIORNATA DEL CONTEMPORANEO

Inferno. CantoI

Inferno. CantoI

Il 10 di ottobre 2015 nell’ambito della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI (associazione dei musei d’arte contemporanea), l’artista lettone Lolita Timofeeva aprirà le porte del suo studio. Potrete vedere in anteprima “La Commedia di Dante attraverso i simboli”, mostra realizzata per i festeggiamenti della ricorrenza del 750° anniversario della nascita del sommo poeta. In seguito, il progetto sarà presentato a Mosca nella Biblioteca Statale della Letteratura straniera.

LT STUDIO
via Giacinta Pezzana, 11
40127 Bologna
10 ottobre 2015; dalle 17.00 alle 22.00
Informazioni: info@lolitatimofeeva.it
Tel, Fax. 051-18899815

settembre 30, 2015 Posted by | arte, arte lettone, Лолита Тимофеева, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , | Lascia un commento

Costanza Savini. Sette storie per l’anima. Parole come rimedi

?????????????????????“Sette storie per l’anima” è una raccolta di racconti dove le storie e le parole, se lette giorno dopo giorno seguendo l’ordine e le pratiche collegate, aiutano ad avviare un movimento, un processo trasformativo che è insieme anche un rito di cura.
Il libro è di Costanza Savini edito dalla Casa Editrice Il Ciliegio nella collana Spiritualità e Benessere. La copertina è dell’artista Lolita Timofeeva e ritrae l’Albero della Vita.
Il libro verrà presentato attraverso un laboratorio interattivo sabato 29 novembre alle ore 17.30 alla Libreria Naturista di via degli Albari 2/d a Bologna.

Info: tel. 051-231930, libreria@librerianaturista.it

novembre 27, 2014 Posted by | cultura, letteratura, Lolita Timofeeva | , , , , | Lascia un commento

Lolita Timofeeva per la Giornata del Contemporaneo 2014

ENTRA, GUARDA, SCRIVI. AMACI

installazione "Metamorfosi" di Lolita Timofeeva

installazione “E quando non sarò più a distillare il mio tempo…” di Lolita Timofeeva

11 ottobre 2014, nell’ambito della Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI (associazione dei musei d’arte contemporanea), artista lettone Lolita Timofeeva invita i visitatori a partecipare ad una performance che consiste nel creare una catena di scambi e relazioni tra persone che non si conoscono ma che entrano in contatto attraverso l’arte relazionale.  Artista crea connessioni, link tra le persone, apre delle possibilità di comunicazione nel corso del tempo, diventa il custode di pensieri -frasi che grazie a un’operazione estetica  travalicano il tempo. La creazione di una collettività legata al progetto, il far venire fuori dalla gente ciò che pensano su aspetti fondamentali dell’esistenza, rappresentano l’oggetto stesso della sua ricerca.

dalle 15.00 alle 22.00

LT STUDIO, Via Pezzana 11, Bologna

INFO: info@lolitatimofeeva.it

settembre 16, 2014 Posted by | arte | , , , , | Lascia un commento

Lolita Timofeeva. META – un poema collettivo


E quando raggiungerò il punto più alto..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 15 di Marzo alle ore 19 nella Blu Gallery di Bologna in via Don Minzoni 9 (zona MAMBO) sarà inaugurata mostra personale di Lolita Timofeeva “Meta”, presentata da Valerio Dehò.

Lolita Timofeeva, nata a Riga in Lettonia, pur avendo degli studi accademici non rinuncia a collegarsi a delle tendenza attuali che puntano proprio alla creazione di opere d’arte collettive. Le sue mostre richiedono sempre la collaborazione del pubblico spesso in un ottica meno sociologica e più poetica che ricorda le esperienze surrealiste.

“Meta” è appunto una mostra in cui vari moduli e linguaggi si affrontano. Nell’ambiente unico della galleria sono esposti i disegni su carta con le composizioni poetiche e un video proietta l’immagine di due bambini che giocano con una scala. È presente anche una vera scala che sta a simboleggiare una possibile ascensione verso un traguardo da raggiungere.

In precedenza l’artista in varie occasioni aveva invitato  i visitatori di diversi nazioni a completare la frase-titolo dell’opera “E quando raggiungerò il punto più alto…” Dopodiché la Timofeeva ha  raggruppato i pensieri, li ha manipolati e completati per dare un senso complessivo, un pensiero sovra individuale. Il risultato è forse una riflessione universale sul percorso della nostra vita e sulla meta da raggiungere. La singolarità delle frasi diventa un poema collettivo.

La mostra di Lolita Timofeeva mette insieme due livelli diversi ma coincidenti. Da un lato la simbologia della scala e della fatica che si deve fare per raggiungere qualcosa di desiderato, diventa la metafora della vita, dell’sentimento della vita. I bambini del video, la scala fisicamente presente sono parte di un’istallazione che richiama evidentemente l’ascesa, l’elevarsi, il porsi in una dimensione altra. Dall’altro l’artista adopera degli archetipi che sono dei veri e propri contenitori di idee e sentimenti, perché non mette in evidenza il simbolo puro e semplice, ma instaura una relazione artistica in progress.

Ogni mostra costituisce il germe per quella seguente. Si crea in questo modo una lunga catena di scambi e relazioni tra persone che non si conoscono ma che entrano in contatto attraverso l’arte relazionale. La creazione di una collettività legata al progetto, il far venire fuori dalla gente ciò che pensano su aspetti fondamentali dell’esistenza, una esperienza interpersonale nuova e libera, e soprattutto le forme attraverso le quali si instaura, rappresentano quindi l’oggetto stesso della ricerca. L’artista crea connessioni, link, apre delle possibilità di comunicazione nel corso del tempo, diventa il custode di pensieri frasi che grazie all’operazione di Lolita Timofeeva travalicano il tempo, l’occasionalità dell’esposizione, diventano uno stimolo per altre operazioni estetiche. L’importanza di questa identificazione avviene in un periodo storico particolare, nel quale i modelli di inter-relazione fisica tendono a lasciare il posto a modelli di interconnessione virtuale. Il recupero di una realtà vera e tangibile da tutti condivisa diventa una autentica novità e l’interruzione del corto circuito tra fruitore e media, l’arte partecipativa di questo progetto recupera la semplicità dello scambio di un’esperienza estetica.

 

La mostra sarà aperta fino a Giovedì 17 Aprile dal Martedì al Sabato dalle 16  alle 19.

Catalogo in galleria. Info, tel. +39 338 7608324,  info@blugallery.it

marzo 7, 2014 Posted by | arte, arte lettone, cultura, Лолита Тимофеева | , , | Lascia un commento

L’animale che immagina. Frammenti di un’autobiografia intellettuale

beghelli-cellihd-210x300 GIORGIO CELLI, CLAUDIO BEGHELLI

Prospettivaeditrice, 2013

In questa sapiente, ironica, informale intervista, si può vedere Celli in una veste inconsueta, perché, attraverso la fitta trama dei suoi discorsi, si percepisce, come in filigrana, il background concettuale in cui affonda le radici tutto il suo lavoro teorico e creativo. Il Professore rivisita (e rilegge) tutti i temi centrali e ricorrenti della sua multiforme Opera letteraria, artistica e, in senso esteso, filosofica.
Con interventi e testimonianze di Davide Celli, Niva Lorenzini, Paolo Radeghieri; e un contributo di Magda Indiveri
Fotografia di copertina: Luca-Saraz Budini

aprile 7, 2013 Posted by | Claudio Beghelli, cultura | , , | Lascia un commento

“Metamorfosi” di Lolita Timofeeva e il suo codice spirituale

Lolita Timofeeva pescedi Elisabeth Thatcher

 Il 18 di gennaio a Bologna in occasione di ArteFiera 2013 nella galleria B4 è stata inaugurata mostra personale di Lolita Timofeeva “Metamorfosi” che si concluderà il 7 di marzo.

Quando sono entrata la mia prima impressione è stata quella di un ordine del tipo scientifico-religioso.  In questa mostra tutto è unito in un puzzle unico, in una formula di armonia naturale: l’artista e la sua arte. Le immagini delle piante e degli insetti, i fossili di animali fantastici e l’installazione con le maschere antigas sono disposti in un ordine perfetto che non può essere toccato, perché si potrebbe compromettere la formula ideata dall’artista – una specie di  codice del suo sistema personale di origine spirituale. Il visitatore si trova a compiere un percorso nel quale tutto è stravagante e nello stesso tempo logico.

Timofeeva usa sia i materiali arcaici che contengono le informazioni sul passato dell’umanità, sia le tecniche classiche come il disegno e la pittura esibendo rara virtuosità che a pochi ormai appartiene.

E’ stato brillante l’intervento di Carlo Monaco all’inaugurazione che nella sua lettura filosofica ha toccato il rapporto di connessione tra i due piani: quello divino e umano, trattenendo l’attenzione dei visitatori sulla scultura di pesce costruita con un vero cranio di cinghiale e la rete metallica. E’ un pesce gigante appeso con la testa in giù e illuminato come fosse una reliquia con le candele.

Il simbolo del pesce nella cultura cristiana è estremamente importante. Infatti, già dal primo secolo i Cristiani fecero un acrostico per la parola pesce in Greco “ichthys”:  Iesous Christos Theou Yios Soter, (ICTYS) che tradotto è: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore ed è il termine usato nel Nuovo testamento per indicare il “pesce”. Quindi secondo Carlo Monaco l’artista con questa scultura ha rappresentato il sacrificio di Cristo.

Nel testo di Carlo Monaco pubblicato nel catalogo della mostra si legge:

“Davvero insolita questa mostra, o forse installazione, di  recenti lavori di Lolita Timofeeva! Insolita e dichiaratamente ambiziosa. Si rivolge direttamente al visitatore potenziale e lo avverte: attenzione che io ti voglio cambiare. Uscirai da questa visita con un’altra forma mentale e morale. Non pensare di cavartela dando una occhiata superficiale e furtiva ai lavori esposti e di esprimere qualche giudizio di gradimento o di apprezzamento più o meno occasionale.  Sarai coinvolto persino in attività creative e di scrittura. Dovrai cambiare forma anche nel tuo mondo interiore, diventare un altro. Quando la vedrai capirai che la metamorfosi non è un processo immaginifico di fantasmagorie, ma la realtà più profonda del mondo e delle cose, e allora dovrai interrogarti e problematizzare il tuo quieto appagamento esistenziale e cambiare anche tu. Sei avvertito in via preventiva…”

Il coinvolgimento del visitatore nell’attività creativa di scrittura è un invenzione di Lolita Timofeeva che la pratica nelle sue ultime mostre. La possibilità di lasciare un proprio pensiero in forma anonima ha prodotto in me, come penso anche in altri visitatori un senso di appartenenza all’arte e il senso di appartenenza dell’arte a me. Trovo affascinante far parte di un progetto e di questo si tratta. I pensieri espressi da tutti noi saranno rielaborati dall’artista e assumeranno la forma di poesia. Così anche noi siamo coinvolti nella metamorfosi.

Scrive ancora Carlo Monaco nel suo testo: “…dalle visioni proposte nella mostra lo spettatore si trova spinto con forza ad abbandonare le  cose che risultino ovvie all’intelletto comune e a scoprire il carattere fortemente problematico dell’ovvietà.

Il brivido del nichilismo ontologico può spingerci fino alle regioni più estreme, quando, nel cuore della mostra, ci imbattiamo in un teschio di uomo o animale, sottratto alla perifericità dell’abbandono ed eretto, al centro di una gabbia, a vero simbolo del cammino biologico animale e umano.

E in quel momento potrebbe coglierci l’angoscia. Potremmo avere l’impressione che sappiamo tutto, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.”

E così conclude il filosofo bolognese: “Ora, caro visitatore, sei ammonito abbastanza. Non avventurarti ingenuamente nel mondo delle metamorfosi di Lolita. Vai a vedere la mostra raccogliendo prima tutte le tue idee e i tuoi ardori. Non rimarrai deluso, ma coinvolto seriamente, a tuo rischio e pericolo. Potresti alla fine scoprirti anche tu accomunato nello stesso destino di Gregor Samsa, di   risvegliarti scarafaggio, la più tragica delle metamorfosi di cui si sia occupata la letteratura moderna.”

febbraio 7, 2013 Posted by | arte, arte lettone, attualità, Bologna, cultura, Лолита Тимофеева, Elisabeth Thatcher, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , , , , | Lascia un commento

"Natura morta", installazione (particolare)

“Natura morta”, installazione (particolare)

di Lodovico Pignatti Morano

“Esplorerò il tuo inconscio

guardando le tue reazioni”

Venerdì 18 di Gennaio 2013 alle ore 18 nella Galleria B4 in Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria) a Bologna sarà inaugurata mostra personale di Lolita Timofeeva “METAMORFOSI”, presentata da Carlo Monaco.

Qual è il percorso artistico di Lolita Timofeeva e quale sbocco può avere la sua creatività? Questo periodo lo identifica come metamorfico, poiché la “Metamorfosi” implica una  trasformazione radicale. Senza risalire ad Ovidio, e per usare una immagine poetica, dice Lolita, basta pensare all’acqua, che in un eterno ciclo modifica il proprio stato fisico: si fa ghiaccio, si scioglie, evapora, si trasforma in pioggia e da benefica può diventare distruttiva, talvolta cambiando la forma del paesaggio.

Ecco perché durante l’esposizione delle sue opere l’artista ha pensato anche di coinvolgere i visitatori,  invitandoli ad esprimersi e rendendoli complici di un gioco creativo. In tal modo anche il pensiero compie un ciclo di “Metamorfosi” variando e alterando lo stato individuale e quello collettivo, attraverso uno stimolo iniziale rappresentato dalle opere in mostra.

Lo spettatore sarà perciò immerso in un’atmosfera ambigua ed ermetica creata con l’intenzione di far breccia nel suo inconscio. Un immaginario studio paleontologico della trasformazione del mondo. Messinscena delle mutazioni: una scenografia per esplorare la metamorfosi dell’uomo e per indagare fra gli archetipi più significativi dell’umanità.

La mostra, infatti, fa parte di un ampio progetto di Lolita Timofeeva che sta esplorando il tema dei modelli eterni e delle esperienze dell’inconscio che appartengono a tutti quanti noi.

La formazione accademica e la padronanza di mezzi classici di rappresentatività, come disegno e pittura, permettono all’artista di spaziare con disinvoltura anche nell’uso di altri mezzi espressivi non abituali, come scultura, installazione, performance e ora anche uso eccentrico della parola. Il percorso di Lolita Timofeeva è un esempio di trasgressione meditata, un’evoluzione consapevole, attraente e persuasiva.

Lodovico Pignatti Morano

La mostra è pensata in concomitanza con ArteFiera 2013 e sarà aperta fino a Giovedì 7 Marzo dal Martedì al Sabato dalle 17 alle 20.

Catalogo in galleria. Info, tel. 333-2223810, 328-5936214, http://www.galleriab4.it

Sponsors: ABYCAR, GLOBE THEATRE

gennaio 12, 2013 Posted by | arte, Bologna, Лолита Тимофеева, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , , , , , , , , | 1 commento

No Borders per AMACI. All’insegna del dialogo interculturale

Vernice  sabato 6 ottobre 2012 ore 18.00

in occasione della Giornata del Contemporaneo AMACI

GALLERIA CAVOUR

INTERNATIONAL ART CENTER & GALLERY

inaugura sabato 6 ottobre alle ore 18.00 presso il Galleria Cavour International Art Center & Gallery, con il patrocinio del Corpo Consolare dell’Emilia Romagna, Reale Consolato di Danimarca e Reale Consolato di Norvegia, una grande mostra dedicata all’arte contemporanea internazionale nell’ambito dell’ ottava edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’arte Contemporanea Italiani, la manifestazione che vede il coinvolgimento dei 26 musei associati ad AMACI (MACRO – MART – MAMBO – PALAZZO DELLE PAPESSE – PAC – MUSEION – CASTELLO DI RIVOLI etc….) e di numerose altre organizzazioni e istituzioni italiane che operano nel settore dell’arte contemporanea a livello internazionale.

Il GALLERIA CAVOUR INTERNATIONAL ART CENTER & GALLERY in collaborazione con Gallerie aderisce da anni a questo importante progetto; quest’anno la giovane curatrice Raimonda Z. Bongiovanni ha ideato una proposta molto particolare, dal respiro internazionale relativi ai patrocini, alla Galleria Cavour e alla Giornata del Contemporaneo.

Il GALLERIA CAVOUR INTERNATIONAL ART CENTER AND GALLERY si trova nella prestigiosa Galleria Cavour, a Bologna, galleria con il più alto tasso di marchi di lusso in Europa.

L’Art Center si trova su due piani: quello al PIANO TERRA è riservato agli ARTISTI FAMOSI per le mostre a livello internazionale, dirette da Raimonda Z.Bongiovanni , su sua selezione ed indicazione.

La mostra sarà intitolata NO BORDERS poiché sarà una mostra dedicata ad un dialogo interculturale fra artisti famosi appartenenti a vari paesi di tutto il mondo. Questo è lo scopo della mostra: artistico, culturale, economico, diplomatico e di armonizzazione e dialogo fra le culture.

Grandi gli artisti con tutte le forme d’arte d’arte: fotografia, pittura, scultura, architettura, disegno con i seguenti artisti provenienti da molte parti del mondo:

Dan Allon, Vincenzo Baldini, Davide Bramante,David Berkovitz, Mark C.Cottle, Jean Luc Darkan, Claudio Di Carlo, Grelo, Serge Gualini, Peer Koglin, Mikayel Ohanjanyan, Luigi Petracchi, Israel Rabinovitz, Joachim Silue , Jan Vercruisse, Lolita Timofeeva

 Sede:GALLERIA CAVOUR ART CENTER AND GALLERY – GALLERIA CAVOUR – PIANO TERRA Bologna

Tel. 051 264681 – Fax. 051 264681

Info line: http://www.galleriabongiovanni.cominfo@galleriabongiovanni.com

 

ottobre 6, 2012 Posted by | arte, Bologna, Lolita Timofeeva | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Gioie di Lò” by Lolita Timofeeva, minisculture di osso e oro da indossare

di Alberto Parisi

Lolita Timofeeva, artista lettone, stabilitasi da anni a Bologna, ha lanciato una sua linea di gioielli –  “Gioie di Lò”. Usando materiali innovativi in quanto arcaici e quasi non considerati, guidata dalla visione trascendente della creatività, ha realizzato vere e proprie sculture in miniatura di un’originalità assoluta.

La abbiamo intervistata nel suo studio, a Bologna.

Alberto Parisi. – Dunque, cara Lolita, questo è un esordio o  qualcosa che deriva da esperienze precedenti?

Lolita Timofeeva. No, questo non è un debutto. In passato ho già disegnato  gioielli, che sono stati poi realizzati da orafi vicentini e presentati dalla mia gallerista olandese. La differenza è che questi gioielli ora li eseguo io, personalmente.

A.P. – Quindi si è cimentata anche nell’arte orafa?

L.T. No, no! L’oro, nel mio caso, è usato come rifinitura finale. Lavoro con osso che, dopo trattamenti appropriati, alla fine ricopro con foglia d’oro zecchino 24 carati, con la tecnica che si usava per le antiche icone russe. Si tratta di piccole sculture, impreziosite con oro. Ogni esemplare è unico, le forme possono essere simili ma mai uguali.

A.P. – Perché l’osso? Come è nata l’idea?

L.T. Perché in questo periodo sto lavorando a un progetto, per il quale realizzo sculture e installazioni con le radici degli alberi e  osso. Così, manipolando questi materiali e osservando la loro intrinseca bellezza, mi è sorta l’idea di trasferire le mie creazioni in una scala minore, anzi minima, per produrre qualche gioiello per me stessa. I materiali sono leggeri  rispetto ad ogni altro usato in oreficeria, quindi si possono creare volumi abbastanza importanti anche per gli orecchini senza soffrirne il peso. Per nobilitare la materia l’ho ricoperta d’oro, ho aggiunto alcune pietre naturali ben tagliate, montandole con  dettagli in argento e ho iniziato a indossare questi gioielli. Mi sono resa conto che queste creazioni non passavano inosservate. Un giorno li ha notati una mia amica che ha un piccolo negozio, “Angelique”, in via Orefici a Bologna ed ha insistito per averne. Così ho ricevuto lo stimolo per creare una vera e propria prima collezione ragionata.

A.P. – Fin dall’antichità gli uomini hanno avuto il desiderio di adornarsi e i primi gioielli venivano realizzati proprio in osso oppure in legno, corno e avorio. Quindi è un ritorno alle origini primordiali?

L.T. – Esatto. Sembra che l’uomo primitivo abbia pensato di adornarsi prima ancora di vestirsi. La storia della gioielleria risale a ventimila anni prima della nascita di Cristo. Nell’antichità l’osso si riteneva materiale apotropaico (dal greco αποτρέπειν, apotrépein = “allontanare”), in quanto rappresentava ciò che “sopravviveva” alla morte fisica, quindi con potere di scongiurare, allontanare o annullare influssi maligni. Le ossa di alcuni mammiferi erano levigate, lavorate e utilizzate per collane-amuleto. Erano ritenute dotate di  qualità magiche e divinatorie. A parte il loro potere esorcizzante, mi affascina l’idea di trasmutare  la morte in vita, la fine  in oro, di compiere un rituale nel quale, dopo la morte, c’è la rinascita.

aprile 19, 2012 Posted by | arte, Bologna, cultura, Лолита Тимофеева, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , , , | Lascia un commento