Vagarte's Blog

Just another WordPress.com weblog

Segni di Memoria e Pace alla Fondazione La Verde La Malfa

Installazione di Lolita Timofeeva “E quando raggiungerò il punto più alto”

Installazione di Lolita Timofeeva “E quando raggiungerò il punto più alto”

 

Domenica 22 giugno alle 18.00 la Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte (S.G. La Punta – Catania) inaugura “Segni di Memoria e Pace”. L’evento è articolato in due mostre d’arte contemporanea – una permanente e l’altra temporanea.

La mostra permanente si compone di due stanze d’arte – Stanza della Memoria e Stanza della Pace.Nella Stanza della Memoria, come spiega il Prof. Giorgio Agnisola, autore del testo critico, troviamo le ultime acquisizioni della Fondazione, ovvero, i lavori di Lawrence Carroll, Cristina Treppo, Lolita Timofeeva e Emily Joe, artisti che in anni diversi hanno partecipato a varie edizioni della Biennale di Venezia, Documenta, ecc. Le loro opere fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, italiane e straniere.

Attraverso un varco tra i due vani, si giunge al secondo ambiente, la Stanza della Pace, “disegnato” da Angelo Casciello, artista partenopeo che ha lavorato a tutto campo dipingendo sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto realizzando così un’opera site specific.

 

La collettiva temporanea – “Le immagini della memoria” a cura dello storico dell’arte Giuliana Albano – visitabile fino al 27 settembre, indaga soprattutto il tema della memoria mediante i lavori di Silvano Tessarollo, Cristina Treppo, Lolita Timofeeva e Emily Joe. Entrambe le mostre si muovono su equilibri tematici sottili che vengono intenzionalmente esposti ma non sovraesposti in un percorso visivo, fisico e metafisico sulla memoria e sulla pace.

 

L’evento è organizzato con il patrocinio del Comune di San Giovanni La Punta e in collaborazione con la Fondazione Casa della Divina Bellezza e la Galleria Michela Rizzo di Venezia; lo spettacolo artistico musicale è a cura dell’Associazione Caserta Musica e Arte.

Coerentemente con la mission di promozione e valorizzazione culturale fortemente voluta dall’artista fondatrice Elena La Verde, La Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte continua a consolidare il proprio ruolo di officina culturale offrendo una programmazione interdisciplinare e trasversale in grado di valorizzare tutti gli ambienti della sede che si affaccia sul golfo di Catania: quelli interni con le mostre e quelli esterni con lo spettacolo all’aperto artistico musicale.

 

Catalogo in sede.

 

Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte

via Sottotenente Pietro Nicolosi, 29 – 95037 – S. G.La Punta – Catania

tel. 095-7178155 | 3385078352

parcodellarte@libero.it | www.fondazionelaverdelamalfa.com

Annunci

giugno 7, 2014 Posted by | arte, Sicilia | , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Nutrire la pace, energia della vita” a Palazzo Reale di Milano

“Tempo 1” opera di Lolita Timofeeva

tempo_1_opera_di_lolita_timofeeva

15 maggio 2014 a Palazzo Reale di Milano i visitatori potranno ammirare la mostra “Nutrire la pace, energia della vita”, a cura di Arturo Schwarz, che coinvolge gli artisti contemporanei italiani e stranieri di prima importanza. Alla fine dell’esposizione  avrà luogo un’asta benefica presentata da Gad Lerner a favore del Centro Italiano Pace in Medio Oriente e Hope Onlus in collaborazione con la Casa d’aste Christie’s.

I due enti non profit operano in modo altamente specializzato nel Mediterraneo, con un impegno focalizzato alle aree del Medio Oriente, nelle quali intervengono con modalità e strumenti differenti ma con l’identica finalità di facilitare percorsi di convivenza e di pace, coinvolgendo la società civile.

Questo gesto di solidarietà da parte di artisti, galleristi e collezionisti pone un segno concreto a sostegno di chi la pace e una convivenza possibile tenta di costruirla nel silenzio della quotidianità.

Per partecipare all’asta è necessario prenotarsi scrivendo a: segreteria@hopeonlus.org

Per informazioni: CIPMO 02.866147 – HOPE 02.36598688

 

Catalogo in sede

maggio 7, 2014 Posted by | arte | , , , , , , | Lascia un commento

Lolita Timofeeva. META – un poema collettivo


E quando raggiungerò il punto più alto..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 15 di Marzo alle ore 19 nella Blu Gallery di Bologna in via Don Minzoni 9 (zona MAMBO) sarà inaugurata mostra personale di Lolita Timofeeva “Meta”, presentata da Valerio Dehò.

Lolita Timofeeva, nata a Riga in Lettonia, pur avendo degli studi accademici non rinuncia a collegarsi a delle tendenza attuali che puntano proprio alla creazione di opere d’arte collettive. Le sue mostre richiedono sempre la collaborazione del pubblico spesso in un ottica meno sociologica e più poetica che ricorda le esperienze surrealiste.

“Meta” è appunto una mostra in cui vari moduli e linguaggi si affrontano. Nell’ambiente unico della galleria sono esposti i disegni su carta con le composizioni poetiche e un video proietta l’immagine di due bambini che giocano con una scala. È presente anche una vera scala che sta a simboleggiare una possibile ascensione verso un traguardo da raggiungere.

In precedenza l’artista in varie occasioni aveva invitato  i visitatori di diversi nazioni a completare la frase-titolo dell’opera “E quando raggiungerò il punto più alto…” Dopodiché la Timofeeva ha  raggruppato i pensieri, li ha manipolati e completati per dare un senso complessivo, un pensiero sovra individuale. Il risultato è forse una riflessione universale sul percorso della nostra vita e sulla meta da raggiungere. La singolarità delle frasi diventa un poema collettivo.

La mostra di Lolita Timofeeva mette insieme due livelli diversi ma coincidenti. Da un lato la simbologia della scala e della fatica che si deve fare per raggiungere qualcosa di desiderato, diventa la metafora della vita, dell’sentimento della vita. I bambini del video, la scala fisicamente presente sono parte di un’istallazione che richiama evidentemente l’ascesa, l’elevarsi, il porsi in una dimensione altra. Dall’altro l’artista adopera degli archetipi che sono dei veri e propri contenitori di idee e sentimenti, perché non mette in evidenza il simbolo puro e semplice, ma instaura una relazione artistica in progress.

Ogni mostra costituisce il germe per quella seguente. Si crea in questo modo una lunga catena di scambi e relazioni tra persone che non si conoscono ma che entrano in contatto attraverso l’arte relazionale. La creazione di una collettività legata al progetto, il far venire fuori dalla gente ciò che pensano su aspetti fondamentali dell’esistenza, una esperienza interpersonale nuova e libera, e soprattutto le forme attraverso le quali si instaura, rappresentano quindi l’oggetto stesso della ricerca. L’artista crea connessioni, link, apre delle possibilità di comunicazione nel corso del tempo, diventa il custode di pensieri frasi che grazie all’operazione di Lolita Timofeeva travalicano il tempo, l’occasionalità dell’esposizione, diventano uno stimolo per altre operazioni estetiche. L’importanza di questa identificazione avviene in un periodo storico particolare, nel quale i modelli di inter-relazione fisica tendono a lasciare il posto a modelli di interconnessione virtuale. Il recupero di una realtà vera e tangibile da tutti condivisa diventa una autentica novità e l’interruzione del corto circuito tra fruitore e media, l’arte partecipativa di questo progetto recupera la semplicità dello scambio di un’esperienza estetica.

 

La mostra sarà aperta fino a Giovedì 17 Aprile dal Martedì al Sabato dalle 16  alle 19.

Catalogo in galleria. Info, tel. +39 338 7608324,  info@blugallery.it

marzo 7, 2014 Posted by | arte, arte lettone, cultura, Лолита Тимофеева | , , | Lascia un commento

L’animale che immagina. Frammenti di un’autobiografia intellettuale

beghelli-cellihd-210x300 GIORGIO CELLI, CLAUDIO BEGHELLI

Prospettivaeditrice, 2013

In questa sapiente, ironica, informale intervista, si può vedere Celli in una veste inconsueta, perché, attraverso la fitta trama dei suoi discorsi, si percepisce, come in filigrana, il background concettuale in cui affonda le radici tutto il suo lavoro teorico e creativo. Il Professore rivisita (e rilegge) tutti i temi centrali e ricorrenti della sua multiforme Opera letteraria, artistica e, in senso esteso, filosofica.
Con interventi e testimonianze di Davide Celli, Niva Lorenzini, Paolo Radeghieri; e un contributo di Magda Indiveri
Fotografia di copertina: Luca-Saraz Budini

aprile 7, 2013 Posted by | Claudio Beghelli, cultura | , , | Lascia un commento

“Metamorfosi” di Lolita Timofeeva e il suo codice spirituale

Lolita Timofeeva pescedi Elisabeth Thatcher

 Il 18 di gennaio a Bologna in occasione di ArteFiera 2013 nella galleria B4 è stata inaugurata mostra personale di Lolita Timofeeva “Metamorfosi” che si concluderà il 7 di marzo.

Quando sono entrata la mia prima impressione è stata quella di un ordine del tipo scientifico-religioso.  In questa mostra tutto è unito in un puzzle unico, in una formula di armonia naturale: l’artista e la sua arte. Le immagini delle piante e degli insetti, i fossili di animali fantastici e l’installazione con le maschere antigas sono disposti in un ordine perfetto che non può essere toccato, perché si potrebbe compromettere la formula ideata dall’artista – una specie di  codice del suo sistema personale di origine spirituale. Il visitatore si trova a compiere un percorso nel quale tutto è stravagante e nello stesso tempo logico.

Timofeeva usa sia i materiali arcaici che contengono le informazioni sul passato dell’umanità, sia le tecniche classiche come il disegno e la pittura esibendo rara virtuosità che a pochi ormai appartiene.

E’ stato brillante l’intervento di Carlo Monaco all’inaugurazione che nella sua lettura filosofica ha toccato il rapporto di connessione tra i due piani: quello divino e umano, trattenendo l’attenzione dei visitatori sulla scultura di pesce costruita con un vero cranio di cinghiale e la rete metallica. E’ un pesce gigante appeso con la testa in giù e illuminato come fosse una reliquia con le candele.

Il simbolo del pesce nella cultura cristiana è estremamente importante. Infatti, già dal primo secolo i Cristiani fecero un acrostico per la parola pesce in Greco “ichthys”:  Iesous Christos Theou Yios Soter, (ICTYS) che tradotto è: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore ed è il termine usato nel Nuovo testamento per indicare il “pesce”. Quindi secondo Carlo Monaco l’artista con questa scultura ha rappresentato il sacrificio di Cristo.

Nel testo di Carlo Monaco pubblicato nel catalogo della mostra si legge:

“Davvero insolita questa mostra, o forse installazione, di  recenti lavori di Lolita Timofeeva! Insolita e dichiaratamente ambiziosa. Si rivolge direttamente al visitatore potenziale e lo avverte: attenzione che io ti voglio cambiare. Uscirai da questa visita con un’altra forma mentale e morale. Non pensare di cavartela dando una occhiata superficiale e furtiva ai lavori esposti e di esprimere qualche giudizio di gradimento o di apprezzamento più o meno occasionale.  Sarai coinvolto persino in attività creative e di scrittura. Dovrai cambiare forma anche nel tuo mondo interiore, diventare un altro. Quando la vedrai capirai che la metamorfosi non è un processo immaginifico di fantasmagorie, ma la realtà più profonda del mondo e delle cose, e allora dovrai interrogarti e problematizzare il tuo quieto appagamento esistenziale e cambiare anche tu. Sei avvertito in via preventiva…”

Il coinvolgimento del visitatore nell’attività creativa di scrittura è un invenzione di Lolita Timofeeva che la pratica nelle sue ultime mostre. La possibilità di lasciare un proprio pensiero in forma anonima ha prodotto in me, come penso anche in altri visitatori un senso di appartenenza all’arte e il senso di appartenenza dell’arte a me. Trovo affascinante far parte di un progetto e di questo si tratta. I pensieri espressi da tutti noi saranno rielaborati dall’artista e assumeranno la forma di poesia. Così anche noi siamo coinvolti nella metamorfosi.

Scrive ancora Carlo Monaco nel suo testo: “…dalle visioni proposte nella mostra lo spettatore si trova spinto con forza ad abbandonare le  cose che risultino ovvie all’intelletto comune e a scoprire il carattere fortemente problematico dell’ovvietà.

Il brivido del nichilismo ontologico può spingerci fino alle regioni più estreme, quando, nel cuore della mostra, ci imbattiamo in un teschio di uomo o animale, sottratto alla perifericità dell’abbandono ed eretto, al centro di una gabbia, a vero simbolo del cammino biologico animale e umano.

E in quel momento potrebbe coglierci l’angoscia. Potremmo avere l’impressione che sappiamo tutto, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.”

E così conclude il filosofo bolognese: “Ora, caro visitatore, sei ammonito abbastanza. Non avventurarti ingenuamente nel mondo delle metamorfosi di Lolita. Vai a vedere la mostra raccogliendo prima tutte le tue idee e i tuoi ardori. Non rimarrai deluso, ma coinvolto seriamente, a tuo rischio e pericolo. Potresti alla fine scoprirti anche tu accomunato nello stesso destino di Gregor Samsa, di   risvegliarti scarafaggio, la più tragica delle metamorfosi di cui si sia occupata la letteratura moderna.”

febbraio 7, 2013 Posted by | arte, arte lettone, attualità, Bologna, cultura, Лолита Тимофеева, Elisabeth Thatcher, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , , , , | Lascia un commento

"Natura morta", installazione (particolare)

“Natura morta”, installazione (particolare)

di Lodovico Pignatti Morano

“Esplorerò il tuo inconscio

guardando le tue reazioni”

Venerdì 18 di Gennaio 2013 alle ore 18 nella Galleria B4 in Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria) a Bologna sarà inaugurata mostra personale di Lolita Timofeeva “METAMORFOSI”, presentata da Carlo Monaco.

Qual è il percorso artistico di Lolita Timofeeva e quale sbocco può avere la sua creatività? Questo periodo lo identifica come metamorfico, poiché la “Metamorfosi” implica una  trasformazione radicale. Senza risalire ad Ovidio, e per usare una immagine poetica, dice Lolita, basta pensare all’acqua, che in un eterno ciclo modifica il proprio stato fisico: si fa ghiaccio, si scioglie, evapora, si trasforma in pioggia e da benefica può diventare distruttiva, talvolta cambiando la forma del paesaggio.

Ecco perché durante l’esposizione delle sue opere l’artista ha pensato anche di coinvolgere i visitatori,  invitandoli ad esprimersi e rendendoli complici di un gioco creativo. In tal modo anche il pensiero compie un ciclo di “Metamorfosi” variando e alterando lo stato individuale e quello collettivo, attraverso uno stimolo iniziale rappresentato dalle opere in mostra.

Lo spettatore sarà perciò immerso in un’atmosfera ambigua ed ermetica creata con l’intenzione di far breccia nel suo inconscio. Un immaginario studio paleontologico della trasformazione del mondo. Messinscena delle mutazioni: una scenografia per esplorare la metamorfosi dell’uomo e per indagare fra gli archetipi più significativi dell’umanità.

La mostra, infatti, fa parte di un ampio progetto di Lolita Timofeeva che sta esplorando il tema dei modelli eterni e delle esperienze dell’inconscio che appartengono a tutti quanti noi.

La formazione accademica e la padronanza di mezzi classici di rappresentatività, come disegno e pittura, permettono all’artista di spaziare con disinvoltura anche nell’uso di altri mezzi espressivi non abituali, come scultura, installazione, performance e ora anche uso eccentrico della parola. Il percorso di Lolita Timofeeva è un esempio di trasgressione meditata, un’evoluzione consapevole, attraente e persuasiva.

Lodovico Pignatti Morano

La mostra è pensata in concomitanza con ArteFiera 2013 e sarà aperta fino a Giovedì 7 Marzo dal Martedì al Sabato dalle 17 alle 20.

Catalogo in galleria. Info, tel. 333-2223810, 328-5936214, http://www.galleriab4.it

Sponsors: ABYCAR, GLOBE THEATRE

gennaio 12, 2013 Posted by | arte, Bologna, Лолита Тимофеева, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , , , , , , , , | 1 commento

No Borders per AMACI. All’insegna del dialogo interculturale

Vernice  sabato 6 ottobre 2012 ore 18.00

in occasione della Giornata del Contemporaneo AMACI

GALLERIA CAVOUR

INTERNATIONAL ART CENTER & GALLERY

inaugura sabato 6 ottobre alle ore 18.00 presso il Galleria Cavour International Art Center & Gallery, con il patrocinio del Corpo Consolare dell’Emilia Romagna, Reale Consolato di Danimarca e Reale Consolato di Norvegia, una grande mostra dedicata all’arte contemporanea internazionale nell’ambito dell’ ottava edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’arte Contemporanea Italiani, la manifestazione che vede il coinvolgimento dei 26 musei associati ad AMACI (MACRO – MART – MAMBO – PALAZZO DELLE PAPESSE – PAC – MUSEION – CASTELLO DI RIVOLI etc….) e di numerose altre organizzazioni e istituzioni italiane che operano nel settore dell’arte contemporanea a livello internazionale.

Il GALLERIA CAVOUR INTERNATIONAL ART CENTER & GALLERY in collaborazione con Gallerie aderisce da anni a questo importante progetto; quest’anno la giovane curatrice Raimonda Z. Bongiovanni ha ideato una proposta molto particolare, dal respiro internazionale relativi ai patrocini, alla Galleria Cavour e alla Giornata del Contemporaneo.

Il GALLERIA CAVOUR INTERNATIONAL ART CENTER AND GALLERY si trova nella prestigiosa Galleria Cavour, a Bologna, galleria con il più alto tasso di marchi di lusso in Europa.

L’Art Center si trova su due piani: quello al PIANO TERRA è riservato agli ARTISTI FAMOSI per le mostre a livello internazionale, dirette da Raimonda Z.Bongiovanni , su sua selezione ed indicazione.

La mostra sarà intitolata NO BORDERS poiché sarà una mostra dedicata ad un dialogo interculturale fra artisti famosi appartenenti a vari paesi di tutto il mondo. Questo è lo scopo della mostra: artistico, culturale, economico, diplomatico e di armonizzazione e dialogo fra le culture.

Grandi gli artisti con tutte le forme d’arte d’arte: fotografia, pittura, scultura, architettura, disegno con i seguenti artisti provenienti da molte parti del mondo:

Dan Allon, Vincenzo Baldini, Davide Bramante,David Berkovitz, Mark C.Cottle, Jean Luc Darkan, Claudio Di Carlo, Grelo, Serge Gualini, Peer Koglin, Mikayel Ohanjanyan, Luigi Petracchi, Israel Rabinovitz, Joachim Silue , Jan Vercruisse, Lolita Timofeeva

 Sede:GALLERIA CAVOUR ART CENTER AND GALLERY – GALLERIA CAVOUR – PIANO TERRA Bologna

Tel. 051 264681 – Fax. 051 264681

Info line: http://www.galleriabongiovanni.cominfo@galleriabongiovanni.com

 

ottobre 6, 2012 Posted by | arte, Bologna, Lolita Timofeeva | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Gioie di Lò” by Lolita Timofeeva, minisculture di osso e oro da indossare

di Alberto Parisi

Lolita Timofeeva, artista lettone, stabilitasi da anni a Bologna, ha lanciato una sua linea di gioielli –  “Gioie di Lò”. Usando materiali innovativi in quanto arcaici e quasi non considerati, guidata dalla visione trascendente della creatività, ha realizzato vere e proprie sculture in miniatura di un’originalità assoluta.

La abbiamo intervistata nel suo studio, a Bologna.

Alberto Parisi. – Dunque, cara Lolita, questo è un esordio o  qualcosa che deriva da esperienze precedenti?

Lolita Timofeeva. No, questo non è un debutto. In passato ho già disegnato  gioielli, che sono stati poi realizzati da orafi vicentini e presentati dalla mia gallerista olandese. La differenza è che questi gioielli ora li eseguo io, personalmente.

A.P. – Quindi si è cimentata anche nell’arte orafa?

L.T. No, no! L’oro, nel mio caso, è usato come rifinitura finale. Lavoro con osso che, dopo trattamenti appropriati, alla fine ricopro con foglia d’oro zecchino 24 carati, con la tecnica che si usava per le antiche icone russe. Si tratta di piccole sculture, impreziosite con oro. Ogni esemplare è unico, le forme possono essere simili ma mai uguali.

A.P. – Perché l’osso? Come è nata l’idea?

L.T. Perché in questo periodo sto lavorando a un progetto, per il quale realizzo sculture e installazioni con le radici degli alberi e  osso. Così, manipolando questi materiali e osservando la loro intrinseca bellezza, mi è sorta l’idea di trasferire le mie creazioni in una scala minore, anzi minima, per produrre qualche gioiello per me stessa. I materiali sono leggeri  rispetto ad ogni altro usato in oreficeria, quindi si possono creare volumi abbastanza importanti anche per gli orecchini senza soffrirne il peso. Per nobilitare la materia l’ho ricoperta d’oro, ho aggiunto alcune pietre naturali ben tagliate, montandole con  dettagli in argento e ho iniziato a indossare questi gioielli. Mi sono resa conto che queste creazioni non passavano inosservate. Un giorno li ha notati una mia amica che ha un piccolo negozio, “Angelique”, in via Orefici a Bologna ed ha insistito per averne. Così ho ricevuto lo stimolo per creare una vera e propria prima collezione ragionata.

A.P. – Fin dall’antichità gli uomini hanno avuto il desiderio di adornarsi e i primi gioielli venivano realizzati proprio in osso oppure in legno, corno e avorio. Quindi è un ritorno alle origini primordiali?

L.T. – Esatto. Sembra che l’uomo primitivo abbia pensato di adornarsi prima ancora di vestirsi. La storia della gioielleria risale a ventimila anni prima della nascita di Cristo. Nell’antichità l’osso si riteneva materiale apotropaico (dal greco αποτρέπειν, apotrépein = “allontanare”), in quanto rappresentava ciò che “sopravviveva” alla morte fisica, quindi con potere di scongiurare, allontanare o annullare influssi maligni. Le ossa di alcuni mammiferi erano levigate, lavorate e utilizzate per collane-amuleto. Erano ritenute dotate di  qualità magiche e divinatorie. A parte il loro potere esorcizzante, mi affascina l’idea di trasmutare  la morte in vita, la fine  in oro, di compiere un rituale nel quale, dopo la morte, c’è la rinascita.

aprile 19, 2012 Posted by | arte, Bologna, cultura, Лолита Тимофеева, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , , , | Lascia un commento

Casamondo, racconti interculturali

28 febbraio 2012, h 21:00

VaPian Art Bar, via Santa Croce 16 (Bologna)

CASAMONDO, presentazione dell’e-book e letture pubbliche

In collaborazione con l’associazione Eks&Tra, il Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’università di Bologna e la Biblioteca multiculturale “Casa di Khaoula”

Multiculturalità al VaPian secondo appuntamento della nuova rassegna di Malicuvata coinvolgerà scritture migranti e strumenti di fruizione innovativi.

Molto si sta leggendo e scrivendo di questi tempi sull’adozione prossima futura dell’e-book. Poco si è detto, però, della possibilità che dà il formato elettronico di leggere le cosiddette “scritture emergenti”.

“Casamondo, racconti interculturali” è un esempio valido e affascinante di questa nuova possibilità di emergere, intrapreso da autori italiani e stranieri in lingua italiana, in una prospettiva definitivamente, chiaramente interculturale. È in questa ottica che la casa che si può raccontare non è più solo l’Italia, o un altro Paese, ma il mondo – dimensione più facilmente raggiungibile, peraltro, dall’oggetto elettronico.
Autori dei racconti pubblicati in “Casamondo”: Idriss Amid, Antar Mohamed Marinacola, Stefano Samorì, Rosa Manrique, Serena Destito, Giulia Solignani, Valeria Merante, Valeria Merante, Linda K. Gaarder, Patricia Quezada, Magdalena Maria Kubas, Kyunghee Jung, Laura Vallortigara, Irene Gregis, Emanuela Verna, Khadijatou Ndiaye, Lolita Timofeeva, Gassid Babilonia (Kassad Houseni), Pina Piccolo, Pia di Molfetta, Daniela Karewicz, Natalia Fagioli, Milli Ruggiero.

L’e-book contiene un’antologia dei testi prodotti dai partecipanti al laboratorio di scrittura creativa interculturale che già da qualche anno è promosso dall’associazione Eks&Tra e dal Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’università di Bologna.

Saranno presenti alcuni autori che leggeranno i loro racconti. A spiegare il progetto, l’associazione Eks&Tra e Michele Righini, responsabile della biblioteca multiculturale “Casa di Khaoula”. Introdurranno Lorenzo Mari di Casa Lettrice Malicuvata e Carlo Schiavo dell’Agenzia letteraria Scritti Erranti.

Eks&Tra indica la provenienza da altri paesi: Eks=ex, e l’arrivo Tra noi.L’& è una congiunzione che assomma in sé le difficoltà e insieme la grande ricchezza dell’incontro. L’associazione Eks&Tra si adopera per la diffusione della conoscenza dell’immigrazione nelle scuole attraverso gli scritti dei migranti e incontri con gli autori.

Da alcuni anni la biblioteca di quartiere “Casa di Khaoula” anima con le proprie iniziative la vita culturale del Navile. Prende il nome da una bambina immigrata che in una lettera al quartiere chiese un posto dove fare i compiti e leggere. Da lì l’idea di una biblioteca che favorisse l’integrazione delle diverse culture.

Ogni anno 200 classi passano per i laboratori di lettura, ci sono corsi di italiano per donne straniere, sale studio, sale lettura e postazioni internet, presentazioni di documentari e di libri.

La rassegna letteraria si terrà ogni martedì alle 21:00, per quattro martedì, al Vapian.

Gli eventi sono curati da Casa Lettrice Malicuvata, un luogo di incontro tra lettore, autore ed editore.

Oltre a curare la rassegna, si occupa di valutare manoscritti inediti (romanzi e racconti) fornendo editing, correzione bozze, impaginazione, progetto grafico e traduzione (da inglese, francese, spagnolo), di recensire per riviste cartacee e portali web volumi di narrativa pubblicati in Italia.

Tutti i libri e le riviste della rassegna sono in vendita nella libreria di Zammu’, compresi gli annuari prodotti da Malicuvata.

http://malicuvata.it/http://malicuvata.wordpress.com/http://facebook.com/malicuvata

http://www.eksetra.net/

www. eksetra.net

febbraio 24, 2012 Posted by | Bologna, cultura, Лолита Тимофеева, Lolita Timofeeva, Lolita Timofejeva | , , , , , , , , | Lascia un commento

Per ricordare Antoni Tàpies, notaio del suo tempo

di Lolita Timofeeva

 Intervista realizzata nel 1997 per un mensile di Mosca in occasione della retrospettiva  al Museo Pecci di Prato del grande pittore informale (estratto)

 Lolita Timofeeva. – Maestro, ha mai esposto in Russia?

Antoni Tàpies. Mai fatto una mostra in Russia, anche  perché nessuno me l’ha mai chiesta.

L.T. – Comunque, ho visto una sua opera a Mosca nel 1998 fra altre opere di Arman, Burri, Fontana.  Fu una mostra organizzata con le opere provenienti da una fondazione privata (forse viennese) e per noi, studenti dell’accademia tradizionale, fu sconvolgente vedere un’arte così diversa e impossibile nell’Unione Sovietica a quell’epoca.

A.T. Non sapevo niente di questa mostra e, in ogni modo, sono piacevolmente sorpreso.

L.T.- C’è stato periodo nella sua vita in cui lei era profondamente di sinistra. Cosa pensava, allora, della Russia?

A.T. Come molti intellettuali del mondo, dopo la seconda guerra mondiale ho molto sperato. Ero fiducioso nella Russia, pensando che il suo sistema sociale e politico fosse quello giusto. Non ci era apparso il lato peggiore della dittatura stalinista perché la propaganda sovietica era molto forte. Non abbiamo compreso subito l’ideologia negativa che imprigionava questo paese. Però, poco a poco, ci siamo resi conto della tragedia della gente oppressa, nonostante una straordinaria produzione culturale, nel campo artistico, musicale, letterario. Precisamente, ce ne siamo accorti ascoltando gli esuli russi accorsi a combattere in Spagna durante la guerra civile. Questo sistema socialista era un sistema repressivo.

L.T.- Qual è il suo rapporto con la letteratura? E la letteratura ha mai influenzato la sua creatività?

A.T. Amo molto la novellistica, la poesia. Mi sento in una profonda relazione con il mondo intellettuale. I pensatori che mi hanno influenzato da giovane sono stati esistenzialisti, come Sartre o Heidegger. Ho collaborato con molti poeti, anche con il poeta russo Josif Brodsky. Con questo poeta supremo abbiamo realizzato un libro d’artista, con un testo autografo accompagnato da alcune mie opere grafiche.

L.T. – Secondo lei, la Grande Arte deve avere un impegno politico, deve rispecchiare i valori del tempo?

A.T. Penso che l’artista sia come una specie di notaio della sua epoca, un testimone. In ogni modo c’è una parte dell’artista che non è estemporanea, è universale. E’ un fatto inedito, mai verificatosi in alcuna altra epoca.

L.T.- Nel suo lavoro lei usa spesso materiali anomali, come spugna sintetica, paglia e altri materiali.

A.T. Per la mia ricerca la sperimentazione è importantissima, io faccio molti tentativi, difficili da spiegare attraverso le parole. Sperimento i materiali finché non mi danno una certa sensazione.

L.T. -Spesso sono materiali destinati a degradarsi nel tempo. Cosa pensa del fatto che i posteri non vedranno le sue opere integre, così come le ha concepite?

A.T. Cosa penso? Peggio per chi le compra.

Prato, marzo 1997

febbraio 15, 2012 Posted by | arte, attualità, cultura, Lolita Timofeeva | , , , , | Lascia un commento